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Alessandro Tassoni

Alessandro Tassoni (28 settembre 1565, Modena – 25 aprile 1635, Modena), scrittore e poeta italiano. Fu uomo di corte del cardinale Ascanio Colonna e del cardinale Maurizio di Savoia e segretario del duca Carlo Emanuele I di Savoia.

Nel 1614–1615 pubblicò le Filippiche, due invettive contro gli Spagnoli, in cui invitava i principi italiani a ribellarsi, seguendo l’esempio del Savoia (1612: prima guerra tra Spagna e duca di Savoia per il Monferrato).

Le Filippiche sono anonime (il poeta temeva i sicari spagnoli), ma ne è quasi certa l’attribuzione poiché, quando il Savoia fu costretto ad un riavvicinamento con la Spagna, il Tassoni dovette lasciare Torino per Roma e poi Modena dove trascorse gli ultimi anni al servizio del duca Francesco I.

Tassoni fu uno degli scrittori più polemici del secolo. La pedantesca cultura caratteristica del periodo si coniuga qui al desiderio di nuovo, alla ricerca del paradossale e del bizzarro. Nei Pensieri diversi, il Tassoni discusse problemi di fisica, etica, psicologia, letteratura, difendendo i moderni, satireggiando l’aristotelismo, ma confutando Copernico, a volte con pareri acuti, ma non unificati da idee organiche e coerenti, altre volte con osservazioni decisamente stravaganti.

Le Considerazioni sopra le rime del Petrarca sono un libello contro i petrarchisti che, però, attacca il Petrarca stesso.

La Secchia rapita

L’opera più importante del Tassoni è la Secchia Rapita, pubblicata nel 1622, riveduta seguendo i suggerimenti della censura ecclesiastica e pubblicata in edizione definitiva nel 1630.

La Secchia Rapita è il primo esempio di poema eroicomico, il nuovo genere letterario che Tassoni sosteneva di aver inventato. Il poema eroicomico è una mescolanza di comico ed epico. Tassoni riprende in chiave parodistica gli elementi del poema eroico (duelli, concili degli dei etc).

Argomento

I modenesi, durante una scorreria nel territorio bolognese rapiscono una secchia (fatto avvenuto nel 1325). Scoppia una guerra fra Bologna e Modena. Senza remore il Tassoni indulge negli anacronismi (battaglia di Fossalta del 1249 i bolognesi catturano re Enzo, figlio di Federico II), introduce figure mitologiche ed eroi immaginari, come il Conte di Culagna.

Tassoni allude, con intento satirico, a fatti ed usi contemporanei, critica Modena impegnata in miserevoli controversie campanilistiche ed immersa nella vita stagnante conseguente alla crisi politica ed economica del tempo. La satira colpisce gli Spagnoli, il clero, i letterati, i nemici personali del Tassoni. Nonostante alcune trivialità il poema ha felici momenti di comicità genuina ed abile caricatura.

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