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Papa Clemente VII

Giulio De' Medici (Firenze 26 maggio 1478Roma 25 settembre 1534) esponente della famiglia fiorentina dei Medici, fu papa della Chiesa cattolica dal novembre del 1523 al 25 settembre del 1534 con il nome di Papa Clemente VII.

Prima di essere eletto Papa ricoprì la carica di arcivescovo di Firenze grazie all'appoggio del cugino Papa Leone X (Giovanni De' Medici). In seguito divenne governatore della città di Firenze in nome del papa stesso. Nominato cardinale (1513) dallo stesso Leone X Giulio De' Medici mostrò subito grandi doti diplomatiche ed economiche e il suo carattere serio lo distinse dal cugino Leone X che mostrava invece un modo di vivere mondano e dissoluto.

Giulio De' Medici divenne papa nel novembre del 1523 con il nome di Clemente VII e cercò di circondarsi sempre di uomini dalla spiccata arguzia che si intrattenevano con lui durante i pasti.

Il periodo papale di Clemente VII fu un periodo ostico e complesso a causa del conflitto tra Carlo V di Spagna e Francesco I di Francia. Il suo compito,quindi, sarebbe stato quello di schierarsi o da una parte o dall'altra. Questo arduo dilemma era intralciato anche dai consiglieri papali che avevano diversi orientamenti politici.

Clemente VII fu così costretto a mantenersi neutrale per un lungo periodo di tempo cercando di tenere buono l'ambiente circostante.

Nel 1525 indisse il sesto giubileo.

Finalmente il 22 maggio 1526 Clemente VII si decise schierandosi con i francesi e creò la Lega Santa, anche conosciuta come "lega di Cognac" a cui aderirono Venezia, Firenze, Francesco I di Francia e lo Sforza.

Ma ormai era troppo tardi e, sebbene per i primi periodi la Lega riuscì ad imporsi, il papa fu costretto a capitolare di fronte all'alleanza tra Carlo V e la famiglia Colonna.

Questi infatti tramarono una finta riconciliazione con Clemente VII e approfittarono per invadere Roma costringendo il papa a rifugiarsi a Castel Sant'Angelo, saccheggiando il palazzo apostolico. Clemente VII dovette arrendersi abbandonando la Lega Santa e i francesi.

Successivamente al sacco dei colonnesi il papa sancì una serie di accordi dapprima con gli Spagnoli, in seguito con la Francia e la Lega Santa, ed infine con il filo-spagnolo Charles de Lannoy, vicer di Napoli. Ma ormai i Lanzichenecchi, assoldati dalle fazioni spagnole, erano in marcia su Roma e la riconciliazione di Clemente VII con il vicer di Napoli non impedì alle armate di assalire Roma il 6 maggio 1527. La città fu saccheggiata per interi mesi costringendo Clemente VII dapprima a barricarsi a Castel Sant'Angelo e poi ad abbandonare Roma per raggiungere Orvieto.

In questa occasione si stima che perirono 147 guardie svizzere e 42 riuscirono a salvarsi con Clemente VII all'interno di Castel Sant'Angelo.

Alla fine Clemente VII dovette cedere e accordarsi con Carlo V d'Asburgo incoronandolo imperatore in quel di Bologna alla fine del 1529. Successivamente, nell'Agosto del 1533, celebrò le nozze della nipote di Caterina De' Medici con Enrico, figlio di Francesco I di Francia.

Tornato a Roma Clemente VII proseguì la sua opera di mecenate e mise in atto diverse opere di grande valore artistico: sviluppò ulteriormente la Biblioteca Vaticana, proseguì nella costruzione della Basilica di S.Pietro, portò a termine i lavori del Cortile di San Damaso e Villa Madama ed incaricò Michelangelo di affrescare la Cappella Sistina con il "Giudizio Universale" seguendone personalmente i lavori.

A seguito di una malattia che lo colpì nel gennaio del 1529 e che lo perseguito per cinque anni papa Clemente VII morì il 25 settembre del 1534. Venne sepolto a Santa Maria sopra Minerva. Il suo mausoleo si trova di fronte a quello del cugino Leone X e fu disegnato da Antonio da Sangallo.


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