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Saccharum officinarum

La canna da zucchero (Saccharum officinarum) è una pianta tropicale della famiglia delle Poaceae, originaria del sud-est asiatico.

Table of contents
1 Tassonomia
2 Descrizione
3 Distribuzione
4 Utilizzo economico
5 Erboristeria
6 Storia
7 Processo di lavorazione dello zucchero di canna
8 Alimentazione

Tassonomia

Sinonimo: Saccharum officinale Salisb.

Descrizione

È una pianta simile alla canna.
Il midollo è molto dolce e succoso.

Si moltiplica per talea: per questa ragione i fiori hanno poca importanza e i frutti molto rari.
Le foglie sono molto lunghe, lineari e scabre.
Il fusto principale è un rizoma sotterraneo dal quale partono più fusti aerei, cilindrici, nodosi e flessibili, alti fino a 3 o 6 m, con diametro di 2-7 cm.

Hanno epidermide molto dura, ricca di silice, coperta presso i nodi da un sottile strato di cera.
I fusti presentano articoli pieni di parenchima.

Distribuzione

Cresce soprattutto nelle regioni tropicali dell'America centrale (specialmente a Cuba) e meridionale.

Utilizzo economico

Lo zucchero di canna integrale viene ricavato direttamente dalla bollitura del succo che si ottiene torchiando la canna. La mancanza di trattamenti chimici fa sì che lo zucchero di canna mantenga sapori caratteristici dipendenti dalla zona di produzione.
Il succo della canna da zucchero contiene saccarosio (16-20%), sali minerali e di vitamine, la maggior parte dei quali rimane nella melassa.
Tracce di vitamine e sali minerali rimangono nello zucchero non raffinato (lo zucchero di canna), dal tipico colore bruno; invece lo zucchero raffinato è in pratica saccarosio puro, privo di ogni altra sostanze. Esistono falsificazioni dello zucchero di canna, prodotte con l’aggiunta di colorante (caramello).
I residui legnosi invece vengono utilizzati per produrre carta o combustibile. Dalla canna da zucchero si produce anche il rum.

Coltivazione di canna da zucchero

Erboristeria

Il succo della canna da zucchero e il decotto della polpa possiedono proprietà benefiche per l'apparato respiratorio, tonificanti e rinfrescanti. Consigliato per chi soffre di catarro bronchiale, di bronchite cronica e di asma.

Storia

Le prime coltivazioni di canna da zucchero furono in Asia, nella Nuova Guinea, alcuni millenni a.C. La sua zona di coltivazione si allargò a Filippine, India e Indonesia.

Prima dell'era cristiana avanzata, si hanno cenni di utilizzo dello zucchero solo nella letteratura indiana del 400 a.C.
Neardo, generale di Alessandro Magno, scrisse "Vi è un giunco in India che stilla senza bisogno di api e dal quale si estrae una bevanda inebriante nonostante non produca frutti" ( 327 a.C).

In Europa giunse nel 1100, seguendo l'espansione araba nell'Europa meridionale: fu coltivato a Creta, Cipro e in Marocco, quindi in piccole quantita anche in Sicilia e nella Spagna meridionale.

La canna da zucchero ha un ciclo di coltivazione che richiede molta acqua, condizione che nel Mediterraneo non è pienamente soddisfatta, così la produzione si sposta in Portogallo e da qui, nel 1493, nelle Indie Occidentali, portata da Cristoforo Colombo. Al seguito della canna, arrivarono gli schiavi per coltivarla e per secoli lo zucchero sarà uno dei frutti più importanti del sistema schiavi-piantagione.

Nel XVII secolo inglesi, olandesi e francesi creano piantagioni nei caraibi.

Fino alla rivoluzione francese "zucchero" significava unicamente "zucchero di canna"; soltanto alla fine del settecento fu scoperto il procedimento di raffinazione che permetteva di ricavarlo anche dalle barbabietole. Questa scoperta resa lo zucchero più disponibile e meno costoso, diventando un bene di largo consumo; le piantagioni di canna da zucchero in America latina subirono un forte declino. Un altro motivo del declino fu sicuramente l'abolizione della schiavitù che rese la coltivazione meno redditizia.

Nel XIX secolo i due maggiori produttori saranno Cuba e Brasile.

L'economia mondiale dello zucchero di canna è entrata in una fase di surplus, con ripercussioni sui prezzi. I grossi produttori oggi si trovano in America Centrale e meridionale ed in Asia:

  • India (primo produttore e consumatore di zucchero di canna mondiale)
  • Brasile (secondo produttore al mondo e maggior esportatore)
  • Colombia (che esporta un terzo della produzione)
  • Cina (che esporta solo il 10% della produzione)
  • Cuba (che esporta i quattro quinti della produzione)
  • Messico (debole esportatore)
  • Guatemala (buone esportazioni)
  • Thailandia
  • Pakistan (con un consumo quasi completamente interno)
  • Argentina (solo per il mercato locale)
  • Giava
  • Hawaii
  • Santo Domingo
  • Haiti
  • Portorico
  • Perù
  • Guyana.

Quanto all'Occidente la produzione riguarda quasi esclusivamente zucchero ricavato dalle barbabietole (Unione Europea, Russia, Stati Uniti, Australia)

Processo di lavorazione dello zucchero di canna

La coltivazione della canna da zucchero richiede molta manodopera: la canna viene raccolta tagliandola con il macete.
Il tagliatore separa il gambo dalle foglie e dalla estremità.
Alcuni gambi, ridotti in pezzi di 20-30 cm, vengono piantati direttamente in terra per farne nuove piante.
Le piante di canna da zucchero vengono rinnovate ogni 3-6 anni ma possono durare fino a 20 anni.

La prima raccolta avviene dopo 12-18 mesi dalla semina.

Dalla concentrazione del succo ricavato dalla spremitura, si ricava lo zucchero; il succo si trasforma in sciroppo o melassa, che viene gradualmente raffinato, facendo precipitare sali, proteine e fibre.
Quindi lo sciroppo viene decolarato tramite l'aggiunta di lime e raffreddato per permetterne la cristallizzazione.
Fasi finali sono l’asciugatura e la semolatura (quella che permette di ottenere granellini uniformi).

Alimentazione

La canna da zucchero può servire da alimento immediato, spremendo fortemente la canna ed estraendone il succo. Il succo verrà bevuto fresco o utilizzato come dolcificante.


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